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A scuola di Safety

dic 19, 2018
Categoria: Formazione per adulti e per professionisti

Riportiamo un articolo pubblicato sulla rivista Automazione Industriale.

Nicola Gaole, Coordinatore del settore Elettricità, Automazione ed Energia parla di Automazione Industriale, di Sicurezza legata al mondo dell'automazione, e del nostro laboratorio Safety sviluppato in collaborazione con Siemens. Oltre che di formazione e di futuro professionale per i nostri allievi.

Il corso di formazione per adulti che l'Istituto Salesiano San Zeno organizza in ambito Safety Industriale è consultabile qui http://bit.ly/ISSZ-scheda-corso-safety-industriale

Competenze, formazione, aggiornamento professionale. Nell’era dell’innovazione tecnologica più spinta che l’umanità abbia mai conosciuta, non passa giorno senza che tali parole ed espressioni non rimbalzino dai giornali alle tavole rotonde che animano la nostra Penisola, facendo puntualmente capolino in innumerevoli dichiarazioni dei rappresentanti delle istituzioni e degli stessi datori di lavoro.

Il tema della formazione è caldissimo, insomma, al punto da risultare oggi decisivo per le sorti non solo delle singole imprese, ma piuttosto per l’intero Sistema Paese. Ecco perché l’impegno dei centri di formazione risulta oggi oltremodo meritevole.

Un valido esempio in questa direzione è rappresentato dall’Istituto Salesiano San Zeno di Verona. Dopo la posa della prima pietra, avvenuta nel 1962, l’Istituto è costantemente cresciuto sia in termini di offerta formativa che come qualità dei la- boratori messi a disposizione dei ragazzi, delle aziende e dei professionisti del territorio.

Inoltre, è un nodo importante di una rete più ampia, ossia della Federazione nazionale Cnos/Fap (Centro Nazionale Opere Salesiane/Formazione Aggiornamento Professionale), presente in 16 regioni e con 67 sedi operative.

«Siamo uno dei centri di formazione più grandi in Italia», racconta Nicola Gaole, docente dell’Istituto Salesiano San Zeno e coordinatore del settore elettrico ed energia. «Al nostro interno abbiamo due realtà, una è quella della Scuola della Formazione Professionale e l’altra riguarda l’istituto tecnico.

Il primo prevede cinque settori: elettrico, energia, grafica e comunicazione, meccanica industriale, automotive, in una sede distaccata, la scuola del marmo a Sant’Ambrogio di Valpolicella, comune della provincia di Verona. L’istituto tecnico tecnologico, invece, è il naturale completamento di tali qualifiche triennali».

La Scuola della Formazione Professionale conta oltre 800 allievi e altrettanti frequentano l’istituto tecnico, per un totale di 1680 studenti. «Numeri senza dubbio importanti», sottolinea Gaole.

«Oltre a essere indirizzato ai giovani, il centro si occupa anche della formazione degli adulti e delle aziende». Per tutti costoro - studenti, adulti e aziende - un anno e mezzo fa circa è stato inaugurato presso l’Istituto Salesiano San Zeno il nuovo Laboratorio Safety Industriale.

Come è nata l’idea del Laboratorio Safety Industriale?

L’idea è nata dalla nostra collaborazione con Siemens, in corso dal 1988. Si tratta di una partnership strettissima, infatti siamo a tutti gli effetti una “Scuola di automa- zione Siemens”.

Con Siemens abbiamo un confronto annuale per capire le novità e le esigenze del settore dell’automazione industriale. Un anno e mezzo fa abbiamo introdotto i nuovi plc della serie 1500 e in quel momento di confronto con Siemens abbiamo cominciato a ragionare sull’esigenza di un laboratorio di safety industriale.

Siemens, forte della sua esperienza in campo industriale, ci diceva che un’iniziativa del genere avrebbe rappresentato una risorsa preziosa per il nostro territorio. A un anno e mezzo possiamo affermare che Siemens aveva visto giusto.

Oltretutto, non è solo il nostro Istituto a collaborare con Siemens, in quanto l’azienda ha un accordo firmato nel dicembre 2017 con l’intero Cnos anche per la formazione dei docenti.

A proposito di risultati, come è stata accolta la nascita del laboratorio dagli stu- denti e dalle aziende?

Inizialmente abbiamo coinvolto i ragazzi nella preparazione del laboratorio, dal momento che per noi ha rappresentato un modo per introdurre nuovi dispositivi e per gli studenti l’opportunità per poterli sperimentare.

Nel febbraio 2017, inoltre, abbiamo organizzato con la stessa Siemens un evento al quale abbiamo invitato le aziende a seguire una mattinata di formazione sul tema, inaugurando ufficialmente il Laboratorio Safety.

Dopodiché, abbiamo cominciato a strutturare il corso: l’obiettivo era dare alle aziende la possibilità di toccare con mano le tecnologie, fare delle prove e dei test sui materiali presenti in laboratorio e seguire una formazione normativa su quanto richiede il mondo safety.

Di fatto, come è organizzato il corso?

Il corso è stato strutturato in tre giorni, nell’insieme dedicati alla parte normativa, ai plc e alla sensoristica safety. Durante la prima edizione, che si è svolta tra marzo e aprile 2017, abbiamo accolto circa 15 partecipanti, decidendo di non ospitarne oltre, nonostante le richieste, per seguirli al meglio.

A tutti loro abbiamo dato inoltre la possibilità di fare un esame per certificare le loro competenze, un servizio aggiuntivo che reputiamo importante, anche se non richiesto dalle normative.

L’abbiamo inteso come una possibilità per arricchire il proprio curriculum vitae. E, in effetti, circa la metà dei partecipanti al corso ha deciso di sostenere l’esame.

Ricordo, infine, che non solo Siemens partecipa a questa attività, ma anche l’azienda di consulenza normativa AC&E Consulting, suo partner.

Come è organizzata, invece, la formazione sulla safety per i ragazzi?

Per gli studenti la formazione è fatta in classe e dura tutto l’anno. Lavoriamo sul Laboratorio Safety Industriale con gli studenti del quarto e del quinto anno per quanto riguarda l’istituto tecnico, mentre per i ragazzi della formazione professio- nale lavoriamo durante il terzo anno. Per loro è un ulteriore modulo all’interno dei laboratori che già seguono.

Ha accennato all’inserimento di nuovi dispositivi, con la nascita del Laboratorio Safety Industriale. Quali sono stati?

Fondamentalmente, sono state introdotte tre nuove famiglie di prodotto: le nuove schede safety abbinate ai plc 1500 Siemens esistenti, degli inverter che prima nel laboratorio non erano stati ancora inseriti e, infine, la parte di elettromeccanica e sensoristica.

In questa esperienza con i ragazzi e con le aziende, considerato l’inserimento di nuovi dispositivi e la conoscenza di nuove norme, quali sono state le sfide e le criticità da affrontare?

Per noi docenti si è trattata di un’iniziativa che ci ha posti di fronte a temi assolutamente nuovi. Infatti, tuttora siamo supportati da Siemens. La sfida più grande come Istituto quindi è che i nostri docenti diventino paralleli alle risorse messe a disposizione da Siemens e AC&E.

Anche se il primo corso e la prima edizione, infatti, sono stati praticamente svolti da queste due aziende, con noi presenti all’interno del laboratorio per formarci a nostra volta, l’obiettivo è di erogare questi corsi in modo autonomo.

Si tratta di un percorso tanto entusiasmante quanto impegnativo, dato che soprattutto le normative relative ai dispositivi di safety non sono così immediate.

È fondamentale sapere rispondere con piena conoscenza della materia alle domande dei corsisti, dal momento che riguardano un tema critico come la sicurezza, che non può essere in alcun modo sottovalutato e che non ammette incertezze.

Ha fatto riferimento a un rapporto privilegiato con le aziende del territorio, ma siete aperti anche ad aziende di altre province e parti d’Italia?

Il nostro bacino di riferimento è principalmente quello di Verona, soprattutto per una questione di comodità. Certamente siamo aperti anche alle province più vicine, con diversi partecipanti che arrivano da Vicenza, Mantova e Brescia.

Non solo, però: per seguire nel mese di ottobre un corso sul plc con un nostro docente che si occupa anche di safety, abbiamo avuto due partecipanti di aziende di Taranto.

Oltretutto, alcuni corsisti possono sfruttare la possibilità che abbiamo di ospitarli in una nostra struttura durante la loro trasferta.

Per concludere, qual è il vostro obiettivo per il futuro?

Certamente, in futuro non trascureremo in alcun modo la formazione dei giovani. Infatti, soprattutto nel nostro Istituto Tecnico Tecnologico, gli studenti possono spe- rimentare e seguire esercitazioni in laboratorio, approcciandosi già al mondo della safety.

Un’idea sul tema, comunque, se la fanno anche gli studenti della formazione professionale. Tuttavia, la massima aspirazione del Laboratorio Safety Industriale è quella di rivolgersi al mondo delle aziende, diventando per loro un punto di riferimento sul tema.

 

Vuoi partecipare alla prossima edizione del corso di formazione per adulti sulla Safety Industriale? Clicca qui per tutti i dettagli sul corso http://bit.ly/ISSZ-scheda-corso-safety-industriale

 

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